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Chi siamo

…Vedendo l’anatra, l’uccellino volò giù dall’albero, si posò sull’erba, vicino a lei, e alzò le spalle: 
“Ma che razza di uccello sei, che non sai volare?!” disse.
L’anatra rispose: “Ma che razza di uccello sei tu, che non sai nuotare!?”…
da Pierino e il lupo, Sergej Prokof’ev, 1936

Nata nel 2003 come associazione culturale senza scopo di lucro, con l’obiettivo di promuovere attività formative, culturali e di ricerca nell’ambito della cultura/intercultura, dell’ambiente e del sostegno alla persona, nel 2011 CReA (Centro Ricerche e Attività) si è trasformata in Organizzazione Non Governativa (ONG).

È costituita da professionisti attivi nel campo dell’educazione e del sostegno all’infanzia, all’adolescenza, impegnati a favorire l’integrazione dei portatori di qualunque tipo di differenza e di svantaggio. Gli associati, italiani ed immigrati, hanno da sempre operato nell’ambito dell’intercultura, dell’inserimento dei migranti e del benessere sociale, svolgendo attività di progettazione, realizzazione, monitoraggio, valutazione, supervisione nell’ambito di azioni a favore degli immigrati.

Dall’Aprile 2007 è iscritta all’Albo della Presidenza del Consiglio fra gli enti che operano a favore di immigrati.

CReA promuove iniziative finalizzate a diffondere una cultura della solidarietà e del rispetto, in collaborazione con enti pubblici e privati. Operando inizialmente con attività di progettazione a supporto di enti esterni e con iniziative di comunicazione sociale sull’immigrazione, CReA ha incrementato negli anni il proprio impegno diretto con i migranti nel territorio provinciale ad est di Roma, dove vivono molti dei soggetti a cui sono rivolte le sue attività, mettendo la propria professionalità a disposizione dei servizi territoriali. Dal settembre 2006 CReA è rappresentante delle Associazioni nel Comitato Tecnico del Distretto Socio-sanitario RM G5 della Provincia di Roma, dopo un lungo lavoro di partecipazione al Tavolo Immigrati, iniziato a dicembre 2004. E’ inoltre componente del Tavolo Esclusione Sociale del Distretto Socio-sanitario RM H4.

L’associazione opera con un approccio improntato alla condivisione di finalità e progetti in un lavoro di ricerca e costruzione del benessere sociale in modo affiancato e paritario, realmente interculturale. L’azione di stretto raccordo con il territorio, attraverso l’adozione del metodo di coordinamento aperto e un approccio bottom-up nella definizione e nella implementazione di strategie di intervento fondate sugli effettivi bisogni dei destinatari e fortemente ancorate alla realtà locale, caratterizza l’insieme delle attività e dei servizi offerti dall’associazione:

  • mediazione interculturale
  • educazione e formazione
  • laboratori didattici
  • potenziamento cognitivo (Programma Feuerstein)
  • cooperazione internazionale
  • insegnamento dell’Italiano come seconda lingua (L2)
  • ricerca

CReA si occupa, inoltre, di cooperazione europea ed internazionale partecipando alla realizzazione di interventi di carattere transnazionale. Dal 2003 aderisce al CIPSI (Coordinamento di Iniziative Popolari di Solidarietà Internazionale), coordinamento nazionale che associa 44 organizzazioni non governative di sviluppo ed associazioni che operano nel settore della solidarietà e della cooperazione internazionale. Le attività sono finanziate principalmente attraverso specifici progetti a valere su dispositivi e fondi pubblici a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, fra i quali la L. 328/2000, il Testo Unico 286/1998, il Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini di Paesi Terzi, il Fondo Sociale Europeo, il Programma di Apprendimento Permanente (Sottoprogramma Leonardo da Vinci).

Interculturalità e integrazione per una nuova cittadinanza

 CReA fonda la propria attività sulla convinzione della natura relazionale e processuale delle culture e delle identità culturali: cultura e identità non sono infatti elementi statici, bensì fenomeni in continuo mutamento che, grazie all’incontro, alla relazione ed allo scambio, si modificano costantemente all’interno delle interazioni individuali e sociali. Far propria questa visione dinamica e pluralistica, rinunciando a posizioni assolutistiche che – in maniera antitetica – spingono verso il separatismo o l’assimilazionismo,   consente a ciascun individuo di creare nuovi spazi di libertà e di scelta, di “migrare” fra culture e identità diverse costruendo nuovi significati di sé e del mondo che lo circonda, in una dimensione effettivamente interculturale. Siamo altresì convinti che riconoscere e ad accettare l’evidenza della multiculturalità, intesa come esistenza di più culture, all’interno della nostra società, non sia di per sé atto sufficiente: il rischio insito in tale approccio è quello di offrire una sponda a quanti, nel dichiararsi fautori della lotta tanto contro la ghettizzazione quanto contro l’omologazione, di fatto restano ancorati ad una logica dicotomica tra il “noi” e gli “altri”, di cui proprio quel separatismo e quell’assimilazionismo si nutrono.

In alternativa a tali visioni, CReA promuove l’interculturalità come dimensione all’interno della quale è possibile una reale integrazione. Una dimensione che richiede l’adozione di una prospettiva differente, basata sul confronto e sul dialogo, in cui identificazione e diversificazione non scompaiono, bensì si riaggregano continuamente in forme nuove, aperte e flessibili. Se si è consapevoli che la propria rappresentazione del mondo è il frutto di valori, atteggiamenti e comportamenti non statici e definiti, bensì dinamici e mutevoli nel tempo, allora l’incontro con altre culture (e quindi con valori, atteggiamenti e comportamenti diversi dai nostri) cessa di essere una minaccia per divenire invece fattore di arricchimento reciproco e luogo di costruzione di una nuova cittadinanza condivisa. Una cittadinanza che accoglie, che integra, che non delega e a cui ciascuno concorre, secondo il proprio portato di esperienza. Per questo abbiamo iniziato da noi stessi, riunendoci, italiani e non, in un progetto comune – CReA – che è, prima di tutto, un atto di cittadinanza.

Abbiamo messo il nostro progetto al servizio del territorio, in un processo di costruzione collettiva locale, contribuendo al lavoro di rete fra Istituzioni locali e provinciali, Scuole, ASL, CSI, CPI, Associazioni ed organizzazioni del Terzo settore, convinti che la coesione sociale non possa esistere senza una piena integrazione della popolazione immigrata. Siamo infatti persuasi che il benessere di una collettività parte, in primo luogo, dall’ascolto dei bisogni sociali: le persone che vivono nella precarietà economica, sociale e relazionale sono potenziali inversamente proporzionali alle loro condizioni. Sostenere questa tesi ed occuparsi di sociale oggi, in Italia, ci espone al rischio di essere classificati come visionari.

Accettiamo volentieri il rischio, rivendicando la libertà di poter dimostrare attraverso le nostre attività che una visione “altra” non corrisponde necessariamente a “irrealistica”.

2 Responses to Chi siamo

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